Sorriso

Donare un sorriso
rende felice il cuore.
Arricchisce chi lo riceve
senza impoverire chi lo dona.

Non dura che un istante
ma il suo ricordo rimane a lungo.
Nessuno è così ricco
da poterne far a meno
nè così povero da non poterlo donare.

Il sorriso crea gioia in famiglia,
dà sostegno nel lavoro
ed è segno tangibile di amicizia.
Un sorriso dona sollievo a chi è stanco,
rinnova il coraggio nelle prove
e nella tristezza è medicina.

E se poi incontri chi non te lo offre,
sii generoso e porgigli il tuo:
nessuno ha tanto bisogno di un sorriso
come colui che non sa darlo.

P. John Faber

 

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Artisti sfiduciati

Non ha forma,

non ha confini.

Non c’è emozione in quel dipinto,

in quella bozza macchiata da colori affievoliti,

sullo sfondo tutto nero

di un cielo tempestoso e senza luna.

Un’analisi astratta

per una storia complicata,

oppure,

la trama di un tormento.

No,

più lo guardo,

e più mi rendo conto,

è la nostra tela,

il resoconto di una passione,

il risultato di un eccitazione

senza arte ne parte,

una prova d’esame

per artisti sfiduciati.

Romualdo Donzelli

luttoRID

Inverno di Fabrizio de André……

Sale la nebbia sui prati bianchi

come un cipresso nei camposanti

un campanile che non sembra vero

segna il confine fra la terra e il cielo

Ma tu che vai, ma tu rimani

vedrai la neve se ne andrà domani

rifioriranno le gioie passate

col vento caldo di un’altra estate

Anche la luce sembra morire

nell’ombra incerta di un divenire

dove anche l’alba diventa sera

e i volti sembrano teschi di cera

Ma tu che vai, ma tu rimani

anche la neve morirà domani

l’amore ancora ci passerà vicino

nella stagione del biancospino

La terra stanca sotto la neve 

dorme il silenzio di un sonno greve

l’inverno raccoglie la sua fatica

di mille secoli, da un’alba antica

Ma tu che stai, perché rimani?

un altro inverno tornerà domani

cadrà altra neve a consolare i campi

cadrà altra neve sui camposanti

Fabrizio de André

 

 

Quando l’amore se ne va……

Sono lacrime amare, che bruciano le mie guance. Ogni notte… quando mi abbandono ai miei pensieri morti, loro rompono la barriera del mio essere forte e escono a dilaniare il mio cuore…

Appoggio la mia testa stanca sul cuscino, con la sua durezza fa a botte con il soffice tocco… con la sua voglia di non mollare fa a pugni con il suo non saper amare… Sogni sognanti…

Lacrime, che procedono lente sul dolce salire della mia guancia… per poi scivolare via, spero con il ricordo della loro vita, ma ritornano all’inizio del viaggio con il loro fare sordo…

Lacrime… che bagnano il lago dei miei errori, sempre li calmo agita la mia anima… Lacrime, che scavalcano le dighe costruite con i miei credo… trasformandoli in un minuto in illusioni…

La notte avvolge il mio corpo, con la sua calda ombra… ma loro la splendono illuminate dalla luce del mio cuore malato… spento ormai da tempo da un amore sbagliato…

Lacrime…

Roberto Munaro